La moto Rumi
Siamo nel 1949. Dopo avere ceduto la licenza di costruire a Donnino Rumi, titolare delle Officine Fonderie Rumi, il motore bicilindrico 125 cc, Pietro Vassena realizza il primo prototipo di motocicletta per quel tempo “tecnologicamente avanzata”, la famosa Rumi, che ha segnato una svolta nelle produzione motociclistica. Motore a due tempi, con pistone a deflettore di derivazione fuoribordistica e alimentazione a valvola rotante attraverso l’albero motore…
La motocicletta viene presentata al Salone di Milano del 1949. Un successo.
Il primo a provare su strada la perfezione di quella motocicletta così all’avanguardia è Angelo, sedicenne:
_“Già alla prima uscita, dopo le prove di durata al banco, si chiede subito a questo mezzo la massima prestazione in termini di velocità. I tempi danno ragione e il contachilometri a cavo fa registrare gli 85 km/ora. La velocità è tale da richiamare l’attenzione di una Pattuglia Stradale, ma i due agenti, vista la situazione e i personaggi coinvolti, si rendono addirittura disponibili affinchè la prova venga conclusa senza intralci al traffico.
È stata la pioggia a farci decidere a rientrare. Ed è stato proprio l’asfalto bagnato a farmi sbandare. Cadendo la prima falange dell’indice della mano sinistra viene sacrificata, tra pignone e catena, sull’altare della prima prova del motore Rumi.
Ma sessant’anni dopo lo rifarei ancora perché so che in quel momento stavamo scrivendo una pagina della storia del motociclismo”_
I motori fuoribordo
I motori fuori bordo Elios Vassena hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione nel settore della nautica. L’Elios è un autentico gioiello della nautica e riscuote un successo internazionale, oltrepassando tutte le frontiere e giungendo persino in America e in Africa.
Leggerezza e dimensioni ridotte fanno dell’Elios il primo motore nella storia a poter essere alloggiato addirittura in una custodia di violino. Senza rinunciare a potenza e alte prestazioni.
Silenziosità, facilità di avviamento, sicurezza faranno di questo motore fuori bordo il capostipite di una serie fortunatissima, tanto che nel 1952 viene ceduto il marchio di motori fuori bordo “Elios” a Carniti spa.
Gli Skivass e le Racchette di Propulsione
Negli anni ’60 Angelo Vassena riprende la produzione in vetroresina degli sci d’acqua, gli SKIVASS, brevetto del padre Piero Vassena del 1932 e, nel 1962 brevetta le Racchette di Propulsione, ispirandosi a un’idea di Leonardo Da Vinci.
Gli SKIVASS sono stati una ingegnosa proposta tecnico-sportiva, con cui, come sottolineava il lancio promozionale, chiunque sarebbe stato in grado di “camminare sull’acqua”.
L’equipaggiamento consisteva in una coppia di galleggianti di forma allungata e con apposite sedi per i piedi, collegati fra loro lateralmente in modo articolato, e una coppia di bastoncini la cui estremità inferiore era articolata da alette ribaltabili che assicuravano la spinta.
Gli Skivass in quegli anni riscossero grande successo alla Fiera Campionaria di Milano e tra la stampa. Ecco come un giornalista dell’epoca descrive gli Skivass:
“Da alcune settimane i turisti che affollano le rive del lago sono attratti da uno spettacolo stupefacente. Un uomo, vestito di tutto punto, passeggia tranquillamente sull’acqua aiutandosi soltanto con due bastoni. L’uomo è Pietro Vassena il quale sta sperimentando sul Lario la sua ultima invenzione, gli
Il Grillo Volante
Nel 1957 Pietro Vassena inventa il Grillo Volante, straordinario mezzo che navigava, si muoveva su strada come un veicolo e volava come un elicottero. Così l’inventore descrive il Grillo.
E ancora una volta è Angelo Vassena ad avere il privilegio di collaudare quel mezzo che anche agli occhi di uno scienziato del XXI secolo appare futuristico. Il Grillo volante resta un orizzonte lontano, ma l’intuizione dei Vassena fu, ancora una volta, geniale.
Motorizzato con un motore da 220 hp in lega leggera che raggiungeva e superava 100 km/h, un motore istallato su uno scafo precursore dei catamar che arrivarono 10 anni dopo. Su strada si pilotava come una normale vettura, la propulsione era assicurata da elica orizzontale, mentre le prove di volo furono eseguite nel cortile di via Cavour, assicurato a terra da sacchi di zavorra come si usava per le mongolfiere.
Angelo Vassena inventore
La passione per la nautica di Angelo Vassena va ben oltre i confini dei circuiti sportivi. L’esperienza a fianco del padre in qualità di collaudatore e le esperienze professionali hanno sviluppato in lui un arguto spirito analitico, rendendolo un uomo sempre pronto a mettersi in gioco e capace di cogliere le sfide.
Nel 1976 realizza un brevetto per l’applicazione del famoso motore idrogetto Piaggio ai battelli pneumatici. Si tratta di un cassonetto in vetroresina che alloggia il propulsore che viene fissato sui tubolari nella parte di poppa del battello. È cosi che nasce il battello a chiglia rigida in vetroresina idrogetto. Il prototipo viene collaudato in occasione del Raid Pavia-Venezia e presentato al Salone di Parigi con notevole successo.
Il brevetto verrà poi ceduto alla Piaggio.






